La Battaglia della Tecnologia ha inizio: Porsche entra in Formula E

La Battaglia della Tecnologia ha inizio: Porsche entra in Formula E

La Battaglia della Tecnologia ha finalmente inizio: dopo l’approvazione della FIA arrivata a metà dello scorso anno, Porsche è finalmente pronta a scendere in pista e a prendere parte alla sesta stagione del Campionato di Formula E.

Dopo l’impegno e l’interesse dimostrati nei confronti del motorsport, Porsche ha nuovamente l’occasione di scendere in pista e muovere un altro importante passo verso quella che è una delle sue eterne missioni: costruire l’auto sportiva del futuro.

Un’opportunità per dare prova del proprio carattere competitivo, coronato da una tecnologia all’avanguardia e da performance che solo l’assetto Porsche può regalare. Un assetto pronto a regalare delle emozioni senza pari anche ad appassionati e fan, che a partire da dicembre 2019 avranno la possibilità di partecipare e di intervenire in prima persona agli eventi del mondiale elettrico, grazie alla messa in pratica di diverse attività di fanboost volte a coinvolgere ciascun appassionato nel corso dell’intera stagione di Formula E.

Il primo test sulla nuova monoposto a motore elettrico sono andati in scena lo scorso marzo, sulla pista del Weissach: a guidare l’auto che debutterà in Formula E è stato Neel Jani, annunciato come primo pilota del team che avrà il compito di portare in gara la monoposto elettrica. Il pilota svizzero sta già partecipando attivamente allo sviluppo della nuova Porsche, e da inizio anno sta lavorando a fondo per aiutare la Scuderia a migliorare qualsiasi dettaglio possa essere fondamentale per garantire delle performance interessanti fin dal primo appuntamento del mondiale.

Le sfide tecniche e di guida sono grandi e la forte competizione in Formula E gioca un notevole vantaggio in termini di esperienza. Abbiamo molto lavoro da fare, davanti a noi. Sono molto orgoglioso di essere il primo al volante della nostra auto da corsa di Formula E. È stata una sensazione fantastica per me. Tutti nel team lo sentono: il progetto ora sta davvero prendendo slancio. Non abbiamo spinto al limite durante i test, ma nel complesso l’auto ha dato un’ottima prima impressione”.

A farla da protagonista, sarà anche Brendon Hartley, ex pilota Toro Rosso in Formula 1 a cui per ora è stato affidato il ruolo di test e development driver. La selezione del secondo pilota Porsche non è ancora stata concretizzata, ma Hartley si propone come un’atleta a cui prestare attenzione, se non altro per l’esperienza che lo caratterizza. Due volte Campione del Mondo Endurance e vincitore della 24 Ore di le Mans a bordo di Porsche, il pilota neozelandese ha tutte le carte in regola per assicurarsi l’altro sedile in Formula E, anche se la cosa sembra non essere ancora stata discussa o comunque non è stata ancora ufficializzata.

Anche il Vicepresidente Porsche Motorsport, Fritz Enzinger ha dimostrato il proprio entusiasmo per poter accompagnare Porsche attraverso questa nuova sfida, consapevole di come la scuderia debba lavorare a fondo per essere pronta a tutte le insidie che le sportive elettriche possono nascondere.

“Il propulsore Porsche di nuova concezione per la Formula E ha completato il suo battesimo di fuoco. È un giorno importante per tutti coloro che sono coinvolti in questo progetto. Abbiamo ancora molto lavoro da fare sulla strada per la nostra entrata in Formula E, ma un importante passo iniziale è stato fatto. Ora ci concentreremo e continueremo a lavorare per familiarizzare con le particolari sfide della Formula E”.

Porsche scalpita all’idea di scendere in pista e ci tiene a sottolineare l’impegno e la dedizione che ingegneri e piloti stanno dedicando allo sviluppo di una monoposto competitiva. Sul proprio sito non nasconde la volontà di volersi proporre come sportiva diversa dalle altre: come risposta alla domanda “If all teams use the same “Gen2” chassis, what’s the difference?”, la Casa tedesca elenca una serie di aspetti che vanno anche al di là della qualità delle tecnologie adottate. Ciò che infatti la contraddistingue sono le capacità dei piloti e lo spirito innovativo degli ingegneri, che sono stati in grado di sviluppare un propulsore, un sistema di raffreddamento e una sospensione dell’asse posteriore specificatamente pensati per la Formula E.

Tecnologie all’avanguardia che derivano però da un team affiatato, pronto a dare il massimo per raggiungere ancora una volta risultati importanti, senza tradire l’immagine di eccellenza che da sempre caratterizza Porsche, dentro e fuori la pista.

Ulteriori informazioni su